Nel lavoro quotidiano di tutoraggio con bambini e ragazzi con ADHD, una delle sfide principali è aiutarli a gestire il flusso continuo di pensieri, impegni e stimoli. In questo contesto, il metodo GTD (Getting Things Done) di David Allen può diventare uno strumento estremamente efficace, se adattato all’età e alle caratteristiche cognitive dei più giovani.
Vediamo insieme come funziona e come può essere applicato nel tutoraggio ADHD pediatrico.
Cos’è il metodo GTD?
Il metodo GTD si basa su un principio semplice ma potente: liberare la mente da tutto ciò che deve essere ricordato, trasferendo compiti, idee e impegni in un sistema esterno affidabile.
Per un bambino con ADHD, questo significa:
- ridurre il sovraccarico mentale
- migliorare la concentrazione
- aumentare il senso di controllo
I 5 passaggi del metodo (adattati ai bambini)
1.
Raccogliere (Capture)
Tutto ciò che “gira nella testa” va raccolto in un unico posto.
Come applicarlo:
- usare un quaderno, una lavagna o un’app semplice
- scrivere o disegnare compiti, idee, cose da fare
👉 Per i più piccoli: trasformare questa fase in un gioco (“svuota la testa nel cestino delle idee”).
2.
Chiarire (Clarify)
Ogni elemento raccolto va capito: cos’è? Va fatto davvero?
Strategie utili:
- fare domande guidate: “È importante?” “Quando serve?”
- dividere i compiti in azioni piccole e concrete
👉 I bambini con ADHD hanno bisogno di micro-task chiari (“aprire il quaderno” invece di “studiare”).
3.
Organizzare (Organize)
Le attività vengono suddivise in categorie.
Esempi pratici:
- “Da fare oggi”
- “Da fare dopo”
- “A scuola” / “A casa”
👉 Usare colori, simboli o adesivi aiuta molto la memoria visiva.
4.
Rivedere (Review)
Controllare regolarmente il sistema.
Nel tutoraggio ADHD:
- fare una breve revisione all’inizio o alla fine della sessione
- aiutare il bambino a vedere i progressi
👉 Questo passaggio è fondamentale per sviluppare consapevolezza e autonomia.
5.
Agire (Do)
Scegliere cosa fare e iniziare.
Per i bambini con ADHD:
- proporre una sola attività alla volta
- usare timer brevi (es. 10–15 minuti)
- alternare lavoro e pause
Perché il GTD funziona con l’ADHD?
Il metodo è particolarmente efficace perché:
- Riduce l’impulsività mentale: tutto viene “scaricato” fuori dalla testa
- Aumenta la prevedibilità: il bambino sa cosa succede dopo
- Semplifica le decisioni: meno scelte = meno stress
- Rinforza l’autoefficacia: completare piccoli compiti aumenta la motivazione
Adattamenti fondamentali per l’età pediatrica
Il GTD originale è pensato per adulti, quindi va semplificato:
- usare linguaggio semplice e concreto
- integrare elementi visivi (icone, colori, immagini)
- introdurre routine brevi e ripetitive
- affiancare sempre il bambino nelle prime fasi
👉 Il tutor ha un ruolo chiave nel trasformare il metodo in un’esperienza positiva e accessibile.
Un esempio pratico
Situazione: compiti pomeridiani
- Scriviamo tutto quello da fare
- Scegliamo un solo compito
- Lo dividiamo in piccoli passi
- Usiamo un timer
- Spuntiamo ciò che è stato fatto
Risultato: meno ansia, più focus, maggiore senso di riuscita.
Conclusione
Il metodo GTD, se adattato con attenzione, può diventare un valido alleato nel tutoraggio ADHD pediatrico. Non è solo un sistema organizzativo, ma un modo per insegnare ai bambini a gestire il proprio mondo interno, trasformando il caos in qualcosa di comprensibile e affrontabile.
L’obiettivo non è la perfezione, ma dare strumenti concreti per sentirsi più capaci e meno sopraffatti.
