Dott.ssa Alessia Mincinesi

Il Metodo Allen GTD: una guida pratica per bambini e ragazzi con ADHD

2026-03-24 16:29

Dott.ssa Alessia Mincinesi

Mindfullness, adhd-,

Il Metodo Allen GTD: una guida pratica per bambini e ragazzi con ADHD

Nel lavoro quotidiano di tutoraggio con bambini e ragazzi con ADHD, una delle sfide principali è aiutarli a gestire il flusso continuo di pensieri, im


 

Nel lavoro quotidiano di tutoraggio con bambini e ragazzi con ADHD, una delle sfide principali è aiutarli a gestire il flusso continuo di pensieri, impegni e stimoli. In questo contesto, il metodo GTD (Getting Things Done) di David Allen può diventare uno strumento estremamente efficace, se adattato all’età e alle caratteristiche cognitive dei più giovani.
 

Vediamo insieme come funziona e come può essere applicato nel tutoraggio ADHD pediatrico.

 


 


 


 

Cos’è il metodo GTD?


 


 

Il metodo GTD si basa su un principio semplice ma potente: liberare la mente da tutto ciò che deve essere ricordato, trasferendo compiti, idee e impegni in un sistema esterno affidabile.


 

Per un bambino con ADHD, questo significa:


 

  • ridurre il sovraccarico mentale
  • migliorare la concentrazione
  • aumentare il senso di controllo


 


 


 


 


 

I 5 passaggi del metodo (adattati ai bambini)


 


 


 

1. 

Raccogliere (Capture)


 


 

Tutto ciò che “gira nella testa” va raccolto in un unico posto.


 

Come applicarlo:


 

  • usare un quaderno, una lavagna o un’app semplice
  • scrivere o disegnare compiti, idee, cose da fare


 


 

👉 Per i più piccoli: trasformare questa fase in un gioco (“svuota la testa nel cestino delle idee”).


 


 


 


 

2. 

Chiarire (Clarify)


 


 

Ogni elemento raccolto va capito: cos’è? Va fatto davvero?


 

Strategie utili:


 

  • fare domande guidate: “È importante?” “Quando serve?”
  • dividere i compiti in azioni piccole e concrete


 


 

👉 I bambini con ADHD hanno bisogno di micro-task chiari (“aprire il quaderno” invece di “studiare”).


 


 


 


 

3. 

Organizzare (Organize)


 


 

Le attività vengono suddivise in categorie.


 

Esempi pratici:


 

  • “Da fare oggi”
  • “Da fare dopo”
  • “A scuola” / “A casa”


 


 

👉 Usare colori, simboli o adesivi aiuta molto la memoria visiva.


 


 


 


 

4. 

Rivedere (Review)


 


 

Controllare regolarmente il sistema.


 

Nel tutoraggio ADHD:


 

  • fare una breve revisione all’inizio o alla fine della sessione
  • aiutare il bambino a vedere i progressi


 


 

👉 Questo passaggio è fondamentale per sviluppare consapevolezza e autonomia.


 


 


 


 

5. 

Agire (Do)


 


 

Scegliere cosa fare e iniziare.


 

Per i bambini con ADHD:


 

  • proporre una sola attività alla volta
  • usare timer brevi (es. 10–15 minuti)
  • alternare lavoro e pause


 


 


 


 


 

Perché il GTD funziona con l’ADHD?


 


 

Il metodo è particolarmente efficace perché:


 

  • Riduce l’impulsività mentale: tutto viene “scaricato” fuori dalla testa
  • Aumenta la prevedibilità: il bambino sa cosa succede dopo
  • Semplifica le decisioni: meno scelte = meno stress
  • Rinforza l’autoefficacia: completare piccoli compiti aumenta la motivazione


 


 


 


 


 

Adattamenti fondamentali per l’età pediatrica


 


 

Il GTD originale è pensato per adulti, quindi va semplificato:


 

  • usare linguaggio semplice e concreto
  • integrare elementi visivi (icone, colori, immagini)
  • introdurre routine brevi e ripetitive
  • affiancare sempre il bambino nelle prime fasi


 


 

👉 Il tutor ha un ruolo chiave nel trasformare il metodo in un’esperienza positiva e accessibile.


 


 


 


 

Un esempio pratico


 


 

Situazione: compiti pomeridiani


 

  1. Scriviamo tutto quello da fare
  2. Scegliamo un solo compito
  3. Lo dividiamo in piccoli passi
  4. Usiamo un timer
  5. Spuntiamo ciò che è stato fatto


 


 

Risultato: meno ansia, più focus, maggiore senso di riuscita.


 



 


 

Conclusione


 


 

Il metodo GTD, se adattato con attenzione, può diventare un valido alleato nel tutoraggio ADHD pediatrico. Non è solo un sistema organizzativo, ma un modo per insegnare ai bambini a gestire il proprio mondo interno, trasformando il caos in qualcosa di comprensibile e affrontabile.


 

L’obiettivo non è la perfezione, ma dare strumenti concreti per sentirsi più capaci e meno sopraffatti.


 


 

 

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